Sylvulae
Sylvulae nasce a Borgo Val di Taro una terra di boschi, acque limpide e silenzi fertili nel cuore dell’Appennino parmense. Il nome del progetto, che in latino significa “piccoli boschi”, racconta già molto della filosofia produttiva: un legame intimo con il territorio e con le sue risorse più autentiche. L’idea prende forma quasi per gioco, dalla curiosità e dalla voglia di sperimentare con nuovi sapori da abbinare alla ristorazione. Si è scelto di provare rifermentati no-low a base di tè ed erbe, capaci di raccontare un luogo e un’idea di gusto contemporanea. Sylvulae è prima di tutto un laboratorio di territorio, dove la fermentazione diventa linguaggio espressivo.
Il cuore produttivo di Sylvulae è un processo ispirato al mondo del kombucha ma reinterpretato in chiave personale e rigorosa. Tutto parte da un’acqua di montagna leggera e povera di minerali, ideale per rispettare e amplificare l’identità delle botaniche utilizzate, e da una selezione meticolosa delle materie prime, tra tè di prima scelta ed erbe spontanee. La fermentazione è guidata dallo SCOBY, coltura simbiotica di lieviti e batteri, che trasforma lentamente il mosto zuccherino in una bevanda complessa e stratificata. Nessun aroma aggiunto, nessun conservante, nessuna forzatura tecnica: dopo la prima fermentazione, le bottiglie affinano secondo metodo ancestrale per almeno sei mesi, sviluppando naturalmente perlage, struttura e profondità gustativa. Qui la tecnica non serve a semplificare, ma a lasciare che il tempo faccia il suo lavoro.
Nel bicchiere, le bevande Sylvulae sorprendono per eleganza, bevibilità e precisione aromatica, dimostrando come una gradazione alcolica esigua pur offrendo un’esperienza completa e gastronomica. In tutti i casi la bolla è fine e integrata, il sorso scorrevole ma profondo, capace di accompagnare dall’aperitivo ai piatti più articolati. Si tratta di bevande vive, che possono evolvere in bottiglia per alcuni anni, mantenendo sempre una chiara vocazione gastronomica. Sylvulae firma una nuova idea di pairing: quello dove la fermentazione incontra poco alcol, alta bevibilità e identità del territorio.
Sylvulae nasce a Borgo Val di Taro una terra di boschi, acque limpide e silenzi fertili nel cuore dell’Appennino parmense. Il nome del progetto, che in latino significa “piccoli boschi”, racconta già molto della filosofia produttiva: un legame intimo con il territorio e con le sue risorse più autentiche. L’idea prende forma quasi per gioco, dalla curiosità e dalla voglia di sperimentare con nuovi sapori da abbinare alla ristorazione. Si è scelto di provare rifermentati no-low a base di tè ed erbe, capaci di raccontare un luogo e un’idea di gusto contemporanea. Sylvulae è prima di tutto un laboratorio di territorio, dove la fermentazione diventa linguaggio espressivo.
Il cuore produttivo di Sylvulae è un processo ispirato al mondo del kombucha ma reinterpretato in chiave personale e rigorosa. Tutto parte da un’acqua di montagna leggera e povera di minerali, ideale per rispettare e amplificare l’identità delle botaniche utilizzate, e da una selezione meticolosa delle materie prime, tra tè di prima scelta ed erbe spontanee. La fermentazione è guidata dallo SCOBY, coltura simbiotica di lieviti e batteri, che trasforma lentamente il mosto zuccherino in una bevanda complessa e stratificata. Nessun aroma aggiunto, nessun conservante, nessuna forzatura tecnica: dopo la prima fermentazione, le bottiglie affinano secondo metodo ancestrale per almeno sei mesi, sviluppando naturalmente perlage, struttura e profondità gustativa. Qui la tecnica non serve a semplificare, ma a lasciare che il tempo faccia il suo lavoro.
Nel bicchiere, le bevande Sylvulae sorprendono per eleganza, bevibilità e precisione aromatica, dimostrando come una gradazione alcolica esigua pur offrendo un’esperienza completa e gastronomica. In tutti i casi la bolla è fine e integrata, il sorso scorrevole ma profondo, capace di accompagnare dall’aperitivo ai piatti più articolati. Si tratta di bevande vive, che possono evolvere in bottiglia per alcuni anni, mantenendo sempre una chiara vocazione gastronomica. Sylvulae firma una nuova idea di pairing: quello dove la fermentazione incontra poco alcol, alta bevibilità e identità del territorio.
















